Lettera 2 - Arte ritrovata

Il mio desiderio di creare uno spazio accogliente all’interno della mia dimora nasce in gran parte dal mondo dell’arte.

Un percorso espresso soprattutto attraverso l’arte contemporanea e pop, tra mostre, edizioni e artisti che hanno segnato il mio percorso formativo ed estetico. Opere che, per me, avevano spesso un punto in comune: la volontà di raccontare un pensiero, un percorso artistico o l’artista stesso.

Con inhabiko vorremmo iniziare a raccontare anche questo mondo con la stessa attenzione, trovando per esso un posto naturale all’interno del progetto.

Nei prossimi mesi inizieranno ad apparire in una collezione dedicata e denominata “Arte ritrovata” alcuni lavori che arrivano da percorsi diversi: opere ritrovate nel tempo, edizioni passate, oggetti legati ad artisti che meritano attenzione e che vale la pena raccontare.

Mi piacerebbe che, nel tempo, l’arte potesse diventare un percorso dedicato dentro inhabiko. Un dialogo con artisti capaci di esprimere, attraverso il proprio lavoro, alcuni dei concetti che appartengono al progetto.

Un progetto che vuole raccontare inclusione, espressione ed esperienze capaci di ispirare.

Ma questa è una storia che spero di potervi raccontare presto.

Nel XVI secolo esistevano stanze chiamate Wunderkammer, letteralmente “camere delle meraviglie”.

Erano luoghi in cui venivano raccolti oggetti rari, opere, curiosità e frammenti di mondo. Non seguivano un ordine preciso: ciò che le univa era la capacità di raccontare qualcosa di inatteso.

Non vedo l’ora di potervi condividere presto un piccolo frammento della mia Wunderkammer.